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D. 02/12/2005 n. 145

16. Definire il posizionamento delle condutture aeree e sotterranee rilevate da ENEL S.p.a., aggiornando, ove necessario, il programma di risoluzione delle interferenze. Prescrizioni da assolvere nel corso della esecuzione dei lavori.

17. Siano effettuate preliminarmente, compatibilmente con le condizioni geomorfologiche del terreno, prospezioni geofisiche, secondo le esigenze e le modalità da concordare con la Soprintendenza competente, al fine di procedere poi ad indagini archeologiche mirate.

18. I lavori siano eseguiti con ogni cautela per la salvaguardia del patrimonio archeologico presente nell'area e gli stessi siano, comunque, effettuati sotto il controllo di personale tecnico-scientifico specializzato, in accordo con la Soprintendenza per i beni archeologici dell'Umbria. RACCOMANDAZIONI Al progetto esecutivo

a) Per quanto riguarda l'effetto generato dalle vibrazioni indotte dal traffico stradale, è opportuno che siano chiarite le motivazioni che hanno permesso di traslare nella specifica situazione reale, per analogia, i risultati dedotti da studi precedenti reperibili in letteratura, secondo cui i livelli di vibrazione indotti sono inferiori a quelli previsti dalla norma UNI 9614 e il nuovo tracciato non genererà incrementi tali da superare tali valori limite.

b) Dovranno essere approfonditi gli aspetti legati agli attingimenti idrici complessivi previsti durante le attività di cantiere, con indicazione di massima delle fonti di approvvigionamento individuate e dei relativi quantitativi emunti.

c) Approfondire quanto attiene alle opere di canalizzazione atte a garantire opportune sezioni di deflusso utilizzando opere idrauliche idonee per 1'attraversamento dei corsi d'acqua intercettati ed a procedere ad una corretta regimazione delle acque superficiali con particolare riferimento a quelle recapitate nei sottovia.

d) Predisporre per le sezioni stradali realizzate nelle porzioni di territorio a più alta vulnerabilità idrogeologica, idonei sistemi drenanti e/o fossi di guardia, tenuto conto che l'ambiente idrico nel territorio interessato dall'opera è caratterizzato da una vulnerabilità degli acquiferi all'inquinamento da media ad elevata.

e) Per ogni singolo dissesto rilevato sul terreno, in atto o potenziale, dovranno essere effettuate verifiche di stabilità, utilizzando parametri desunti a seguito di puntuali indagini geognostiche ed analisi di laboratorio che dovranno stabilire al minimo per ciascuno di essi: delimitazione dell'area interessata, indicazione della tipologia del fenomeno, documentazione fotografica, parametri geotecnici di picco e residui, andamento piezometrico locale e sua oscillazione stagionale. Tali verifiche di stabilità devono es sere effettuate anche in fase sismica e considerando l'eventuale presenza di acqua nel terreno, avendo cura che i parametri sismici da introdurre nei calcoli tengano conto dell'azione sismica propria dell'area considerata.

f) La realizzazione di ogni singolo sottovia (carrabile o pedonabile), di ogni tratto in rilevato e di ogni sezione in scavo dovrà essere preceduta da verifiche di stabilità, in numero adeguato, utilizzando i parametri e le modalità di cui al punto e).

g) Individuare il punto zero delle componenti ambientali sensibili, prevedendo un opportuno protocollo di monitoraggio riferito almeno ad acqua, aria, suolo e sottosuolo, rumore e vibrazioni che consenta di seguire l'evoluzione delle citate componenti ambientali al fine di mettere in atto tutti gli interventi di mitigazione necessari. Detto protocollo di monitoraggio dovrà essere concordato con ARPA Umbria.

h) Predisporre un protocollo di monitoraggio del livello delle polveri aerodisperse, da sviluppare in collaborazione con la ARPA Umbria, una volta finalizzata nella progettazione esecutiva la scelta dei percorsi di cantiere e stimato nel dettaglio il traffico giornaliero di mezzi pesanti previsto su ciascuno di essi, da effettuare in corso d'opera.

i) Per quanto riguarda gli aspetti legati agli attingimenti idrici complessivi previsti durante le attività di cantiere, i risultati del monitoraggio anteoperam, comprensivi dei risultati delle ulteriori indagini idrogeologiche previste per la fase di progettazione esecutiva, dovranno essere raccolti in una relazione di sintesi che permetta di definire con chiarezza la «situazione zero» per l'ambiente idrico. Tale relazione, che potrà ricomprendere anche i dati ambientali già disponibili presso ARPA Umbria, dovrà essere utilizzata come base per la predisposizione di un protocollo di monitoraggio in corso d'opera e post-operam da concordare con la ARPA Umbria.

j) Rispettare e recepite nel progetto esecutivo e nella esecuzione delle opere le considerazioni dettate dall'art. 23 del NTA.

k) Per la salvaguardia dei filari di Quercus è necessario ubicare esattamente su planimetria le piante per cui è eventualmente necessario intervenire, corredando l'elaborato di documentazione fotografica.

l) Per quanto attiene la possibile interferenza rilevata da RFI con l'elettrodotto FS Roccapriora-Orte, verificare la problematica e, ove confermata, risolverla aggiornando il piano di risoluzione delle interferenze. In fase di esecuzione dei lavori.

m) Dovranno essere poste in essere misure opportune per la riduzione delle emissioni in atmosfera durante la fase di costruzione, ricorrendo anche a schermature dei cantieri posti nelle aree più sensibili e degli eventuali impianti di betonaggio funzionali alla costruzione stessa, possibilmente attraverso interventi di ingegneria naturalistica.

n) Per gli eventuali impianti di betonaggio e altri impianti fissi, si dovranno inoltre prevedere sistemi di abbattimento per le polveri in corrispondenza degli sfiati da serbatoi e miscelatori durante il carico, lo scarico e la lavorazione.

o) La movimentazione e il trasporto del materiale dovrà essere effettuata/o in maniera tale da abbattere la produzione di polveri; a tale scopo dovrà essere previsto, nei piani di cantiere, un opportuno programma di umidificazione o stabilizzazione della viabilità di cantiere e delle aree per i depositi preliminari di terre, inerti o materie prime, in particolare nei periodi siccitosi; inoltre, per la movimentazione dei materiali, dovrà essere previsto l'utilizzo di mezzi di trasporto dotati di sistemi di copertura per percorsi che prevedono l'attraversamento di zone residenziali.

p) Si dovranno porre in essere misure opportune per la riduzione delle emissioni rumorose e della produzione di vibrazioni durante la fase di costruzione, ricorrendo a macchinari e attrezzature di tecnologia moderna nonchè a schermature dei cantieri posti in prossimità di aree sensibili e degli eventuali impianti di betonaggio, possibilmente attraverso interventi di ingegneria naturalistica.

q) Adottare, per quanto riguarda le acque sotterranee, tutte le misure che lungo il tracciato siano atte a rendere minimo l'impatto su falde acquifere e sorgenti, onde evitare in ogni caso il depauperamento e/o l'inquinamento delle risorse idriche; in particolare qualora fosse verificata la possibilità che le opere di scavo/fondazione intercettino la circolazione idrica sotterranea dovrà esserne valutato l'impatto e successivamente individuate e progettate idonee misure di mitigazione ambientale. Particolare attenzione dovrà essere posta per evitare in ogni caso scarichi o sversamenti accidentali di prodotti inquinanti sul suolo e sul sottosuolo.

r) Adottare, nei piani di sicurezza previsti dalla vigente normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi del lavoro, una sezione specificamente rivolta alla prevenzione e alla gestione di potenziali incidenti che possano coinvolgere sia i mezzi e le attrezzature di cantiere che gli automezzi e i veicoli esterni, con conseguente sversamento accidentale di liquidi pericolosi; a tale proposito si richiama, ad esempio, la segnaletica di sicurez za, le procedure operative di stoccaggio e di movimentazione delle sostanze pericolose, le procedure operative di conduzione automezzi, il piano di emergenza per la gestione di episodi di inquinamento delle matrici ambientali con relativa previsione di risorse e dotazioni allocate allo scopo; quanto sopra con particolare riferimento alla protezione della falda caratterizzata normalmente da una quota della piezometrica di 5-8 m rispetto al piano di campagna e di 2,50 m nella stagione primaverile.

s) Evitare nel cantiere operativo base e nei cantieri operativi depositi di carburanti, lubrificanti sia nuovi che usati o altre sostanze potenzialmente inquinanti che non vengano stoccati in luoghi appositamente predisposti e attrezzati con platee impermeabilizzate, sistemi di contenimento, pozzetti di raccolta, tettoie e quant'altro sia utile allo scopo.

t) Evitare nel cantiere operativo base e nei cantieri operativi le operazioni di manutenzione e lavaggio delle attrezzature e macchinari, salvo che tali operazioni siano svolte su apposite platee impermeabilizzate attrezzate come al punto m).

u) Individuare, per i cantieri operativi posti in prossimità del fiume Topino e dei fossi minori, nonchè per le attività di costruzione dei vari attraversamenti dei corsi d'acqua stessi, tutti gli opportuni accorgimenti volti ad evitare significativi rilasci in alveo di solidi sedimentabili e materiali grossolani o fuoriuscite di acqua mista a cemento, additivi e sostanze per il disarmo delle casseforme durante le fasi di getto in alveo. Relativamente agli aspetti idrogeologici, si ritiene necessario che:

v) Le opere non modifichino in alcun modo l'attuale deflusso delle acque superficiali nè alterare la stabilità dei versanti.

w) Le opere fondali degli interventi previsti non interferiscano con l'eventuale presenza delle acque di falda anche tenendo in considerazione le modifiche stagionali del regime idrico.

x) Alla luce di quanto evidenziato dalle verifiche da effettuare in fase di progettazione, dovranno essere previste tutte le opere e gli interventi necessari per la sicurezza del cantiere (armatura degli scavi), nonchè per il completo consolidamento e messa in sicurezza del tracciato utilizzando, ove è possibile, tecniche di ingegneria naturalistica.

y) I materiali liquidi dovranno essere depositati in modo separato, posizionati sopra una platea impermeabile, circondata da un fossetto di guardia che permetta la raccolta, in apposito pozzetto, di liquidi accidentalmente sversati, recintati e stoccati in modo adeguato al fine di impedire il loro anche involontario sversamento. I sistemi suddetti andranno previsti anche per il serbatoio del carburante.

z) I rifiuti prodotti durante la fase di costruzione e rimozione dei cantieri dovranno essere gestiti nel rispetto delle norme vigenti, con particolare attenzione agli oli usati e alle sostanze pericolose, e ai fanghi dei sistemi di depurazione delle acque di cantiere, individuando i rifiuti pericolosi e non pericolosi attraverso gli opportuni codici CER; si raccomanda inoltre, per eventuali depositi preliminari di rifiuti presso le aree di cantiere, l'adozione delle misure tecniche previste dalla vigente normativa di settore. In linea con quanto previsto dal Piano dei rifiuti speciali, adottato dal consiglio regionale in data 20 dicembre 2004, si auspica che si utilizzino, qualora necessario, anche i materiali inerti provenienti dalle zone colpite dalla crisi sismica del 1997. aa) Alle terre e rocce di scavo destinate sia al riutilizzo per le attività di cantiere sia al riambientamento di siti oggetto di attività estrattive pregresse o in essere dovranno essere applicate le disposizioni di cui alla normativa vigente, con riferimento ai commi 17, 18 e 19 dell'art. 1 della legge 21 dicembre 2001 n. 443, e successive modificazioni ed integrazioni. Il materiale di risulta che non potrà essere riutilizzato in cantiere, sia opportunamente allontanato, nel rispetto della normativa vigente e, in particolare, del decreto legislativo n. 22/1997 e successive modificazioni. bb) Predisporre un protocollo di monitoraggio del livello del rumore ambientale per le attività di cantiere, da concordare con la ARPA Umbria. cc) Nel corso dell'esecuzione delle opere e degli scavi all'aperto si raccomanda di segnalare tempestivamente alla ARPA Umbria l'eventuale rinvenimento di rifiuti, scorie o più in generale di materiale di riporto di incerta origine nonchè di eventuali reti tecnologiche dismesse di origine industriale (condotte, sistemi di scarico, serbatoi interrati, ecc.). In fase di esercizio. dd) Si dovrà predisporre un protocollo di monitoraggio del rumore ambientale che preveda almeno di verificare, durante il primo periodo di messa in esercizio della infrastruttura, le ipotesi di impatto acustico dell'opera descritte nello Studio di impatto ambientale, secondo cui l'incremento di traffico in fase di esercizio dell'opera non comporterà un aumento di immissioni acustiche in quanto l'eliminazione degli incroci a raso e il rinnovo del manto stradale diminuiranno il livello sonoro e inoltre i ricettori sensibili, più vicini alla nuova viabilità locale, che sarà però interessata da flussi di traffico minori, non subiranno un incremento del livello acustico. Tale protocollo dovrà essere sviluppato in collaborazione con la ARPA Umbria e dovrà prevedere anche la verifica dei livelli di vibrazione indotti dal traffico sui ricettori più sensibili a questo tipo di disturbo, in relazione agli eventuali interventi di mitigazione da porre in essere.

 

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